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Menopausa: come affrontarla

Cause e conseguenze dei disturbi legati alla fine dell’età fertile nella donna, con un approfondimento sui principali rimedi di origine naturale

La menopausa rappresenta una fase fisiologica della vita della donna, segnata dalla cessazione permanente delle mestruazioni e, di conseguenza, della capacità riproduttiva. Questo evento si verifica in genere tra i 48 e i 54 anni, sebbene l’età di insorgenza possa variare individualmente. La menopausa segna la fine della funzione ovarica ciclica, avviata con la pubertà, e si accompagna a significative modificazioni ormonali, metaboliche e psico-emotive.

Tale evento si inserisce in un periodo di transizione più ampio, definito climaterio, che comprende le fasi che precedono e seguono la menopausa. Il climaterio può estendersi per un periodo variabile, generalmente compreso tra 5 e 10 anni, ed è caratterizzato da un progressivo declino della funzione ovarica.

Questo processo si articola convenzionalmente in tre fasi:

  • Pre-menopausa: a causa della riduzione delle funzioni delle ovaie, compaiono le alterazioni del ritmo del ciclo mestruale, dell’ovulazione, della durata e della quantità del flusso. Le ovaie diventano progressivamente più piccole fino ad atrofizzarsi e la fertilità si riduce.
  • Menopausa: scomparsa del ciclo mestruale per almeno dodici mesi consecutivi.
  • Post-menopausa: il periodo successivo alla scomparsa del ciclo mestruale. Le manifestazioni dei disturbi sono estremamente variabili e riguardano molti aspetti del corpo e della psiche.

Le variazioni ormonali

Nel corso di questa fase della vita della donna si hanno delle complesse variazioni degli ormoni che regolano la funzione dell’apparato riproduttivo e degli organi e funzioni ad esso correlati. La riduzione progressiva della produzione di progesterone causa le irregolarità mestruali e le possibili metrorragie tipiche della fase finale della pre-menopausa. Il successivo calo della produzione degli estrogeni, dovuto all’esaurimento della produzione ovarica, determina i disturbi vasomotori, l’atrofia urogenitale, la perdita della massa ossea e aumenta il rischio cardiovascolare e metabolico.

Anche la produzione di androgeni, in particolare del deidroepiandrosterone (DHEA) e del suo solfato (DHEA-S), tende a declinare con l’età, contribuendo alla riduzione della vitalità, della libido, della massa muscolare e della densità ossea. Questo complesso quadro endocrino determina un impatto multisistemico che giustifica un approccio integrato per preservare il benessere completo della donna in menopausa.

“Interpretazione dei dati di laboratorio” di Bonardi-Deambrogio-Oliaro, Edizione Minerva Medica, 2005

Valori medi estrapolati dal testo “Interpretazione dei dati di laboratorio” di Bonardi-Deambrogio-Oliaro, Edizione Minerva Medica, 2005

Vampate e altri segnali

Nel climaterio i disturbi e i segnali sono molteplici e possiamo raggrupparli in due categorie:

  • Manifestazioni precoci: disturbi neurovegetativi (sudorazioni e vampate di calore associate spesso alla tachicardia); alterazione del ritmo sonno-veglia (con disturbi del sonno, difficoltà dell’induzione del riposo e risvegli frequenti nel corso della notte); disturbi dell’umore (agitazione, depressione, vulnerabilità emotiva, calo del desiderio sessuale); disfunzioni metaboliche (aumento del colesterolo, aumento del peso corporeo, aumento del rischio di sviluppare il diabete).
  • Manifestazioni tardive: aumento dell’incidenza delle patologie cardio-vascolari (ipertensione arteriosa, aterosclerosi, malattie cardiovascolari); modificazioni strutturali di vari apparati (atrofia uro-genitale, atrofia cutanea, alterazione dei peli e dei capelli), osteopenia e osteoporosi, perdita di massa muscolare, flogosi delle articolazioni, turbe cognitive (calo della memoria, difficoltà cognitive).

Il segnale che più di altri viene lamentato è la “vampata di calore”. Questo fenomeno è causato dalla carenza degli estrogeni che determina un’alterazione dell’attività del centro della termoregolazione che è situato nell’ipotalamo, una struttura molto importante del cervello. La riduzione dei livelli degli estrogeni crea una sorta di cortocircuito di questo centro, con conseguente brusco aumento della temperatura corporea che può superare i valori normali anche di 3-4 gradi centigradi.

A questo sbalzo termico, improvviso e marcato, il corpo reagisce con un aumento della vasodilatazione delle arteriole superficiali del corpo e con l’attivazione delle ghiandole sudoripare, con lo scopo di favorire la dispersione del calore; purtroppo, questo evento determina, contemporaneamente, anche una immediata secrezione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenaliche. Il cortisolo è l’ormone principale della risposta allo stress, favorisce i processi infiammatori e agisce su molteplici organi e apparati: cervello, cuore, apparato circolatorio e metabolismo generale.

Se questi episodi, come spesso accade, si ripetono nel corso della notte, si determina una cattiva qualità del riposo con conseguente peggioramento del tono e della vitalità. Si è osservato che circa un quinto delle donne inizia a presentare questi episodi di vasodilatazione alcuni anni prima della menopausa, soprattutto in concomitanza del mestruo, quando fisiologicamente calano i livelli degli estrogeni. Queste donne sono destinate ad avere gli episodi più severi nel corso della menopausa. Un quarto delle donne manifesta le vampate con l’inizio della menopausa, in modo severo sia per l’intensità e la frequenza dei sintomi, sia per la durata del periodo durante il quale si manifestano (anche parecchi anni). Un terzo gruppo di donne, poco meno di un terzo della popolazione femminile, lamenta episodi molto modesti perché è presente una produzione residua di estrogeni da parte delle ovaie e delle ghiandole surrenali con una minore sensibilità del sistema nervoso centrale. Solo un terzo delle donne ha una comparsa tardiva dei fenomeni vasomotori, di lieve intensità. Molti studi hanno dimostrato che i disturbi vasomotori sono comuni in varie aree geografiche ma la prevalenza può variare ampiamente in rapporto a una varietà di fattori come l’alimentazione e lo stile di vita; ad esempio, il consumo di alcol, l’abitudine di fumare, la presenza di una massa grassa sono correlate con un aumento degli episodi vasomotori 1,2,3,4.

L’aumento del peso corporeo è l’altro aspetto che preoccupa, giustamente, molte donne durante l’evoluzione del climaterio, sia per il profondo impatto psicologico, sia per le conseguenze generali che può determinare. Questo fenomeno è legato a complessi meccanismi metabolici che provocano una modificazione della composizione corporea, con aumento della massa grassa a discapito di quella magra, un aumento del grasso viscerale e un’alterazione del metabolismo del glucosio.

In particolare, si è osservato che gli ormoni ovarici influenzano a livello dei mitocondri (che sono le “centraline” cellulari che producono l’energia) il modo in cui i nutrienti vengono convertiti in energia. Il calo degli estrogeni durante la menopausa riduce questa azione sui mitocondri con conseguente accumulo di grasso nei tessuti5,6,7. Questa situazione dà il via a una cascata di eventi:

  1. Riduzione della produzione dell’insulina delle cellule beta pancreatiche.
  2. Riduzione della sensibilità all’insulina nei muscoli, con conseguente riduzione dell’utilizzazione del glucosio.
  3. Progressiva insulino-resistenza nel fegato, che comporta un aumento dei processi di gluconeogenesi e lipogenesi, aumento dell’accumulo dei trigliceridi, aumento della produzione delle VLDL.
  4. Riduzione dell’azione dell’insulina sui tessuti adiposi, che provoca l’aumento del volume degli adipociti e l’accumulo dei mediatori infiammatori.

L’insieme di queste modificazioni conduce allo sviluppo della sindrome metabolica. La menopausa si associa, quindi, a un aumento della prevalenza dell’obesità, della sindrome metabolica, delle patologie cardiovascolari e dell’osteoporosi: sono manifestazioni che hanno in comune molti meccanismi che generano uno stato infiammatorio cronico.

Dieta e integrazione per contrastare gli effetti della menopausa

È richiesto un adeguato approccio alimentare, che deve favorire da una parte un controllo dell’apporto calorico complessivo e dall’altra l’assunzione equilibrata dei fattori nutrizionali fondamentali (proteine, carboidrati complessi, vitamine, sali minerali e acidi grassi poli-insaturi omega 3 – in particolare DHA ed EPA), limitando nel contempo quelli che favoriscono gli squilibri metabolici (zuccheri semplici, acidi grassi saturi, colesterolo, sale, bevande alcoliche). In questo ambito diventa fondamentale adottare le basi della dieta mediterranea affiancata a un’adeguata attività fisica, costante e di intensità proporzionata per modulare il metabolismo e, nel contempo, esercitare un effetto benefico anche sugli apparati osteo-articolare e muscolare4,6,9,10.

Oltre alla dieta mediterranea e a una regolare attività fisica, fondamentali per il benessere generale della donna in menopausa, è possibile ricorrere, quando indicato, a un supporto nutraceutico mirato. In un’ottica di medicina integrata, possono essere utili interventi di integrazione di specifici micronutrienti (vitamine, minerali) e acidi grassi polinsaturi, in particolare omega-3, per compensare eventuali carenze associate a questa fase della vita.

Il mondo degli estratti vegetali, insieme alle vitamine e agli oligoelementi, mette a disposizione numerosi strumenti naturali con proprietà utili per il benessere della donna in menopausa. Piante officinali, vitamine e micronutrienti possono infatti svolgere un’azione adattogena o riequilibrante sul piano neuroendocrino e ormonale, contribuendo ad alleviare i disturbi tipici di questa fase, come le vampate di calore, le alterazioni del tono dell’umore, la difficoltà di addormentamento e la secchezza vaginale. Alcuni di questi rimedi svolgono inoltre un ruolo importante nel supporto alla struttura ossea.

Nella tabella di seguito, alcuni tra i rimedi di origine naturale più studiati e utilizzati, comprendenti fitocomplessi, vitamine e oligoelementi.

DISTURBO
PIANTA
AZIONE
Agitazione
Passiflora incarnata
Rilassante
Valeriana officinalis
Calmante, induttore sonno
Melissa officinalis
Rilassante e utile al benessere mentale
Ashwagandha
Adattogeno con azione rilassante
Perdita di funzionalità ossea
Bromelina
Enzima ad azione proteolitica, utile in caso di flogosi
Boswellia serrata
Contrasto di stati di tensione localizzati
Disturbi dell’umore
Iperico
Utile per il normale tono dell’umore
Whitania somnifera
Adattogeno con azione rilassante
Rhodiola rosea
Tonica, adattogena
Griffonia simplicifolia
Regolazione umore
Difficoltà di addormentamento
Ashwagandha
Adattogeno con azione rilassante
Melatonina
Riduce il tempo necessario per addormentarsi (dosaggio di 1 mg poco prima di coricarsi)
Scutellaria
Effetto rilassante
Eschscholzia californica
Rilassante in caso di stress
Passiflora incarnata
Rilassante, facilita l’addormentamento
Valeriana officinalis
Rilassante, facilita l’addormentamento
Alterazioni ossee
Vitamina D
– Favorisce l’assorbimento intestinale del calcio e del fosforo
– Stimola l’attività degli osteoblasti
Vitamina K2
– Attiva la proteina osteocalcina
– Aiuta a fissare il calcio nelle ossa
Equisetum arvense
Ricco di minerali per il trofismo del tessuto connettivo
Dioscorea villosa
Contrasto dei disturbi della menopausa (azione ormonale)
Accumulo dei liquidi in eccesso
Ribes nero
Drenaggio dei liquidi corporei
Sambucus nigra
Drenaggio dei liquidi corporei
Betulla pendula
Drenaggio, funzioni depurative dell’organismo
Centella asiatica
Funzionalità del microcircolo
Dioscorea villosa
Contrasto dei disturbi della menopausa (azione ormonale)
Hieracium pilosella
Drenaggio dei liquidi corporei
Alterazione del metabolismo lipidico
Berberis aristata
Regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare
Vampate
Dioscorea villosa
Contrasto dei disturbi della menopausa (azione ormonale)
Trifolium pratense
Contrasto dei disturbi della menopausa (azione ormonale)

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