Benessere intimo femminile
Riconoscere e gestire la sindrome genitourinaria della menopausa
L’atrofia vulvo-vaginale (AVV) è ancora sottostimata, nonostante sia una patologia molto diffusa. Coinvolgendo la sfera intima delle donne, è spesso percepita come un tema difficile da affrontare, anche con il proprio medico o ginecologo. È quindi molto importante aiutare le donne a riconoscere i sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale, informarle sulla sua natura di condizione cronica, destinata a peggiorare con il passare del tempo, e sottolineare la rilevanza di parlarne col proprio ginecologo.
L’atrofia vulvo-vaginale consiste nella progressiva modificazione della vagina e del sistema urinario che ha come causa principale una carenza di ormoni estrogeni. Si presenta quindi con più frequenza nelle donne in pre e post menopausa, ma può riguardare anche donne più giovani in ragione di trattamenti chemioterapici o radiologici, in seguito a patologie autoimmuni o anche dopo un trattamento contraccettivo.
Sindrome genitourinaria della menopausa (GSM)
Fino a pochi anni fa, le modificazioni a livello delle mucose utero-vaginali legate al calo di estrogeni e progesterone in menopausa erano indicate come “atrofia vaginale” o “vaginite atrofica”. Di recente, l’attenzione e la consapevolezza dei disturbi conseguenti a tali modificazioni hanno portato a ridefinire questo quadro clinico come sindrome genitourinaria.
Angelou K et al. The genitourinary syndrome of menopause: an overview of the recent data. Cureus. 2020 Apr 8;12(4):e7586.
Sintomi e segni della sindrome genitourinaria
I principali sintomi e segni che caratterizzano la sindrome genitourinaria comprendono fenomeni irritativi, prurito e bruciore, secchezza vulvovaginale, rapporti sessuali dolorosi, lievi perdite ematiche, perdite persistenti e di cattivo odore.
L’utero è l’organo che primariamente risente dell’irregolarità nella produzione di estrogeni e progesterone in menopausa: le sue dimensioni complessive diminuiscono per l’assottigliamento della componente muscolare e dell’endometrio. Anche le ovaie riducono progressivamente la loro attività e si atrofizzano. La conformazione della vagina si modifica, diminuendo l’elasticità e la lubrificazione della mucosa. La disfunzione sessuale, spesso associata alla sindrome genitourinaria, non è solo dovuta a una possibile diminuzione della libido, ma anche alla secchezza vaginale con il rischio di rapporti più dolorosi (dispareunia).
Questa condizione riguarda circa un terzo delle donne in menopausa, e ciò avviene soprattutto quando i rapporti sessuali sono frettolosi, senza adeguati preliminari che consentano alla rallentata attività delle ghiandole vaginali di produrre il muco protettivo. La minor presenza di muco, inoltre, espone la vagina a una maggiore vulnerabilità nei confronti delle infezioni.
Riassumendo, i cambiamenti a livello genitourinario indotti dalla carenza ormonale di estrogeni e progesterone sono i seguenti:
- la mucosa genitale si modifica, riducendo lo spessore, l’elasticità ed il trofismo;
- si riduce l’idratazione intima e può modificarsi la struttura della mucosa;
- diminuiscono i lattobacilli e la sintesi di acido lattico, esponendo maggiormente al rischio di disturbi (il pH diventa neutro o leggermente alcalino);
- la lubrificazione si fa scarsa (aumentano secchezza vaginale e irritazioni locali) con riduzione della barriera e predisposizione ai processi infiammatori e infettivi.
Signoretto L. La menopausa. Giuseppe Maria Ricchiuto Editore. 2007. Pp.9-23.
Misure generali
Per minimizzare i sintomi e i segni della sindrome genitourinaria è consigliabile adottare alcune misure generali suggerite dalla Società Internazionale della Menopausa.
- Limitare o evitare indumenti molto aderenti.
- Indossare biancheria intima di fibra naturale, da cambiare ogni giorno.
- Lavare gli indumenti con prodotti igienici, antiallergici, non profumati.
- Evitare l’uso di prodotti per l’igiene intima aggressivi e invece scegliere quelli con tensioattivi bilanciati, che rispettino il pH fisiologico vulvare, ricchi di sostanze lenitive e con attività antimicrobica.
- Evitare rasoio e ceretta nella regione genitale, soprattutto in presenza di fenomeni irritativi.
- Rimanere sessualmente attive perché questo migliora l’afflusso di sangue, contribuisce a mantenere l’elasticità della vagina e migliorare i sintomi.
- Evitare di fumare perché il fumo, oltre a essere un pericolo per la salute in generale, riduce l’afflusso di sangue a livello genitale, aggravando l’atrofia.
International Menopause Society. L’atrofia vaginale – un cambiamento che dipende dalla menopausa. Versione italiana, 2017.
Acido ialuronico: un alleato per il benessere vaginale
La presenza e la persistenza di sintomi e segni della sindrome genitourinaria della menopausa richiede la valutazione e il consiglio del medico e dello specialista di fiducia. Tra i preparati per uso locale a cui è possibile ricorrere, si possono citare le creme vaginali all’estriolo e l’acido ialuronico. Quest’ultimo è un polisaccaride della famiglia dei glucosaminoglicani, presente soprattutto nel tessuto connettivale dell’organismo. Per le sue caratteristiche biochimiche, l’acido ialuronico è in grado di trattenere grandi quantità d’acqua e assicurare elasticità ai tessuti.
L’utilizzo di prodotti a base di acido ialuronico per uso topico può rappresentare un utile complemento al trattamento farmacologico. Favorisce il ripristino dell’omeostasi della mucosa intima e contrasta la sensazione di fastidio legata alla secchezza vaginale conseguente ad una condizione di atrofia vaginale di varia natura. L’elevata proprietà idratante, emolliente e nutriente dell’acido ialuronico può contribuire a mantenere il turgore e l’elasticità della mucosa vaginale, migliorando il benessere della mucosa intima.
Chen J et al. Evaluation of the efficacy and safety of hyaluronic acid vaginal gel to ease vaginal dryness: a multicentric randomized, controlled, open-label, parallel-group, clinical trial. J Sex Med. 2013 Jun;10(6):1575-84.
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