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Prevenzione naturale delle patologie stagionali: un approccio integrato per autunno e inverno

La salute immunitaria nasce dall’equilibrio tra nutrienti, microbiota e sistemi biologici

Con l’arrivo dei mesi freddi, il nostro sistema immunitario viene messo alla prova. Influenza, raffreddori e infezioni respiratorie diventano compagni indesiderati delle giornate autunnali e invernali. Ma la natura e la scienza ci offrono alleati preziosi per rafforzare le nostre difese: la vitamina D3, la vitamina K2, la papaya fermentata e specifici ceppi probiotici. Vediamo cosa dice la ricerca scientifica su questi straordinari sostegni per la nostra salute.

La vitamina D3 e il sistema immunitario

La vitamina D3 (colecalciferolo) è molto più di una semplice vitamina per le ossa. Durante i mesi invernali, quando l’esposizione al sole è ridotta e la produzione di vitamina D cala, questa molecola diventa essenziale per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario. Infatti, le cellule coinvolte nella risposta immunitaria possiedono sulla loro superficie i recettori specifici per la vitamina D (VDR). Quando questi recettori vengono in contatto con la vitamina D si attivano meccanismi che permettono alle cellule immunitarie di esplicare la loro funzione contro i patogeni.

Una metanalisi di grande respiro, pubblicata sul British Medical Journal e condotta su oltre 10.000 partecipanti, ha dimostrato risultati significativi: l’integrazione con vitamina D ha ridotto il rischio di infezioni respiratorie acute. Non è magia, è biochimica: la vitamina D attiva peptidi antimicrobici come la catelicidina, che funzionano come veri e propri antibiotici naturali del nostro organismo1,2.

Uno studio scientifico di ambito pediatrico, condotto su bambini di 6-8 anni, ha evidenziato che l’integrazione con vitamina D ha ridotto il numero di giorni con infezioni respiratorie acute; un risultato a supporto dell’uso preventivo di vitamina D durante l’inverno alle latitudini settentrionali, dove la sintesi cutanea è trascurabile3.

L’assunzione quotidiana di vitamina D, per periodi compresi tra 2 e 3 mesi, con dosaggi giornalieri che variano da 400 a 2000 UI, risulta significativamente più efficace rispetto a somministrazioni occasionali di dosi elevate a intervalli superiori a un mese. Questo approccio garantisce un mantenimento costante dei livelli di vitamina D nel sangue, ottimizzando i benefici per la salute. Inoltre, l’integrazione con vitamina D3 è stata ampiamente studiata e considerata sicura, senza un aumento del rischio di effetti collaterali gravi.

La vitamina K2, alleata silenziosa della risposta immunitaria

Meno conosciuta della vitamina D, la vitamina K2 (menaquinone) sta emergendo come un importante modulatore del sistema immunitario. Mentre la vitamina K1 (filloquinone) rimane principalmente nel fegato per la regolazione dei meccanismi della coagulazione, la K2 si ridistribuisce verso i tessuti extraepatici, inclusi i polmoni.

Studi recenti hanno rivelato proprietà sorprendenti della vitamina K2. La ricerca ha dimostrato che la vitamina K2 può bloccare la produzione di mediatori pro-infiammatori come TNF-alfa, IL-1alfa e IL-1beta da parte dei macrofagi umani. Questo significa che la K2 agisce come un modulatore naturale dell’infiammazione, cruciale nelle infezioni respiratorie 5.

Un dato particolarmente rilevante emerge dalla pandemia COVID-19: uno studio ha osservato livelli drammaticamente bassi di menaquinone-7 (MK-7) nei pazienti con polmonite da COVID-19 rispetto ai controlli sani, suggerendo un elevato consumo nei tessuti extraepatici, specialmente nei polmoni. Questo ha portato i ricercatori a ipotizzare che l’integrazione con vitamina K2 potrebbe essere un approccio preventivo economico ed efficace contro i decorsi gravi delle infezioni respiratorie 4.

La vitamina K2 è coinvolta nella sintesi di proteine di coagulazione del sangue, stabilità ossea, funzioni antiossidative e immunomodulazione. La vitamina K2 ha un’emivita molto più lunga rispetto alla vitamina K1, permettendo una migliore biodisponibilità e distribuzione tissutale.

La papaya fermentata: un superfood dalle proprietà immunostimolanti

La papaya fermentata (FPP – Fermented Papaya Preparation) rappresenta un esempio affascinante di come la fermentazione possa potenziare le proprietà nutritive di un frutto già ricco di benefici. Questo prodotto è ottenuto dalla bio-fermentazione del frutto della papaya non ancora giunto a maturazione, attraverso un processo brevettato, che dura dieci mesi. L’assunzione del composto così ottenuto incrementa la sintesi fisiologica degli enzimi coinvolti nella risposta antiossidante, favorendo il controllo dei radicali liberi e sostenendo le difese naturali dell’organismo.

Gli studi clinici documentano effetti immunomodulanti significativi. In particolare la ricerca condotta dal prof. Marotta sugli effetti della somministrazione della preparazione a base di papaya fermentata ha evidenziato un grande potenziale nell’ambito delle patologie respiratorie acute. Questo studio ha descritto un significativo aumento della produzione delle immunoglobuline IgA, da parte delle mucose respiratorie, del Lisozima e dei Peptidi Antimicrobici (AMP). Le IgA proteggono le mucose respiratorie dall’aggressione dei patogeni mentre il Lisozima e i Peptidi Antimicrobici distruggono le pareti cellulari dei microrganismi e favoriscono la fagocitosi, svolgendo alcune delle funzioni principali dell’immunità innata. Accanto a questi effetti lo studio ha dimostrato anche un potente effetto sul sistema antiossidante dell’apparato respiratorio, rendendolo più efficace e modulando i processi infiammatori.6

Applicazioni pratiche

L’integrazione con FPP (9 g al giorno per 6 settimane), in soggetti con diabete di tipo 2, ha migliorato il burst respiratorio, incrementando la produzione di ROS “buone”, che ottimizzano la risposta immunitaria, senza influenzare negativamente lo stress ossidativo 7.

In modelli animali, la somministrazione orale di FPP ha ridotto marcatamente l’edema auricolare e del colon indotto da ipersensibilità da contatto, sia di tipo Th2 che Th1, diminuendo i livelli plasmatici di IL-10, IFN-gamma e TNF-alfa, suggerendo un’azione modulatrice sull’immunità sia cutanea che intestinale 8.

Il sistema MALT-BALT: la rete immunitaria delle mucose

L’equilibrio del microbiota intestinale rappresenta una delle componenti fondamentali della salute immunitaria. Negli ultimi anni, un crescente numero di studi ha evidenziato come la modulazione del microbiota – in particolare attraverso l’assunzione mirata di probiotici – possa influenzare positivamente la risposta del sistema immunitario mucosale, che costituisce la prima linea di difesa contro i patogeni ambientali.

Il MALT (Mucosa-Associated Lymphoid Tissue) è un complesso sistema immunitario diffuso lungo le mucose dell’organismo, comprendente diverse strutture specializzate come il GALT (Gut-Associated Lymphoid Tissue) e il BALT (Bronchus-Associated Lymphoid Tissue). Questi distretti rappresentano un punto di contatto tra il mondo esterno e il sistema immunitario, capaci di riconoscere, neutralizzare e “memorizzare” gli antigeni provenienti dall’ambiente 9.

Il GALT, situato nella mucosa intestinale, ospita oltre il 70% delle cellule immunitarie totali e svolge un ruolo cruciale nella tolleranza immunologica e nella difesa contro i patogeni intestinali. Il BALT, invece, situato lungo le vie respiratorie, costituisce un presidio immunitario dinamico che contribuisce alla sorveglianza contro virus e batteri inalati.

Negli ultimi anni si è affermato il concetto di asse intestino-polmone, una rete di comunicazione bidirezionale che collega il microbiota intestinale con le risposte immunitarie respiratorie.
I metaboliti prodotti dai batteri commensali intestinali – in particolare gli acidi grassi a catena corta (SCFA) come acetato, propionato e butirrato – modulano la funzione delle cellule dendritiche, delle cellule T regolatorie e dei macrofagi alveolari, influenzando anche la risposta immunitaria nel distretto polmonare 14.

Questa interazione sistemica dimostra che un microbiota intestinale equilibrato non agisce solo localmente, ma supporta una immunità mucosale integrata, in grado di proteggere sia l’intestino sia i polmoni.

Probiotici e modulazione del sistema immunitario mucosale

Diversi studi clinici e sperimentali hanno dimostrato che alcuni ceppi probiotici, come ad esempio il Bifidobacterium animalis subsp. Lactis, influenzano la maturazione e l’attività delle cellule immunitarie del MALT. 10,11 Questi microrganismi, colonizzando la mucosa intestinale, interagiscono con le cellule epiteliali e con i recettori Toll-like delle cellule dendritiche, inducendo la produzione di citochine regolatorie (IL-10, TGF-β) e aumentando la secrezione di immunoglobuline A secretorie (sIgA), fondamentali per la protezione delle mucose. 12,13

Il potenziamento del sistema MALT tramite l’uso regolare di probiotici si traduce in un miglioramento della “competenza immunitaria mucosale” complessiva. L’attivazione controllata del GALT influenza infatti la reattività del BALT, favorendo una risposta più rapida ma bilanciata alle aggressioni microbiche respiratorie. Questo effetto risulta particolarmente rilevante durante i mesi autunnali e invernali, quando la risposta immunitaria tende a ridursi e l’esposizione ai patogeni respiratori aumenta .14

L’approccio sinergico: più di una somma di parti

La vera forza di questo approccio preventivo risiede nella sinergia tra questi elementi. Le vitamine D3 e K2 lavorano insieme per modulare il sistema immunitario; la papaya fermentata fornisce supporto antiossidante e immunomodulatore; i probiotici sostengono l’equilibrio del microbiota intestinale, che può influenzare positivamente l’asse intestino-polmone 15.

Il supporto ai processi fisiologici del sistema immunitario favorisce una risposta più efficace dell’organismo. La salute immunitaria nasce dall’equilibrio tra nutrienti, microbiota e sistemi biologici che comunicano costantemente tra loro. In questa visione, la prevenzione non è un intervento isolato, ma un dialogo continuo tra corpo e ambiente, in cui le sostanze naturali – vitamine, enzimi e microrganismi benefici – interagiscono con i nostri sistemi di difesa in modo sinergico e intelligente.

I probiotici, la vitamina D3, la vitamina K2 e la papaya fermentata sono esempi concreti di come scienza e natura possano integrarsi per favorire un funzionamento armonico del sistema immunitario.

Sostenere l’asse intestino-polmone e la rete immunitaria delle mucose (MALT-BALT) significa non solo prevenire le infezioni stagionali, ma coltivare una salute più resiliente, capace di adattarsi ai ritmi della vita e delle stagioni.


  1. Martineau AR, et al. (2017). “Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory tract infections: systematic review and meta-analysis of individual participant data.” BMJ, 356:i 6583. [PubMed: 28202713]
  2. Hansdottir S, Monick MM, Hinde SL, Lovan N, Look DC, Hunninghake GW. Respiratory epithelial cells convert inactive vitamin D to its active form: potential effects on host defense. J Immunol. 2008 Nov 15;181(10):7090-9 Clerico, J.W., Thams, L., Stounbjerg, N.G. et al. Effects of vitamin D supplementation on acute respiratory tract infections in 6–8-year-old children: a randomized clinical trial. Eur J Nutr 64, 170 (2025).
  3. Clerico, J.W., Thams, L., Stounbjerg, N.G. et al. Effects of vitamin D supplementation on acute respiratory tract infections in 6–8-year-old children: a randomized clinical trial. Eur J Nutr 64, 170 (2025).
  4. Akbulut AC, et al. (2022). “Dramatic Decrease of Vitamin K2 Subtype Menaquinone-7 in COVID-19 Patients.” Antioxidants, 11(7):1235. [PMC: PMC9312339]
  5. Pan MH, et al. (2016). “Inhibition of TNF-alpha, IL-1alpha, and IL-1beta by Pretreatment of Human Monocyte-Derived Macrophages with Menaquinone-7 and Cell Activation with TLR Agonists In Vitro.” J Med Food.
  6. Marotta F, Naito Y, Jain S, Lorenzetti A, Soresi V, Kumari A, Carrera Bastos P, Tomella C, Yadav H. Is there a potential application of a fermented nutraceutical in acute respiratory illnesses? An in-vivo placebo-controlled, cross-over clinical study in different age groups of healthy subjects. J Biol Regul Homeost Agents. 2012 Apr-Jun;26(2):285-94
  7. Dickerson R, Deshpande B, Gnyawali U, Lynch D, Gordillo GM, Schuster D, Osei K, Roy S. Does oral supplementation of a fermented papaya preparation correct respiratory burst function of innate immune cells in type 2 diabetes mellitus patients? Antioxid Redox Signal. 2015;22(4):339–345. doi:10.1089/ars.2014.6138
  8. Matsushima-Nishiwaki R, Shimizu H, Shimizu T, Iwata K, Kanemura N, Okuno T, Kato K, Toyoda H, Kumada T, Kozawa O. Fermented papaya preparation (FPP) modulates immune functions and ameliorates allergic inflammation in animal models. BioFactors. 2010;36(6):436–444. doi:10.1002/biof.108
  9. Kunisawa J, Fukuyama S, Kiyono H. Mucosa-associated lymphoid tissues in the aerodigestive tract: their shared and divergent traits and their importance to the orchestration of the mucosal immune system. Curr Mol Med. 2005 Sep;5(6):557-72. doi: 10.2174/1566524054863924. PMID: 16178767.
  10. Manley SM, et al. (2023). “The Effect of Bifidobacterium animalis subsp. lactis Bl-04 on Influenza A Virus Infection in Mice.” [PubMed: 37894240]
  11. West NP, et al. (2014). “Probiotic supplementation for respiratory and gastrointestinal illness symptoms in healthy physically active individuals.” Clin Nutr, 33(4):581-7. [PubMed: 24268677]
  12. Mazziotta C, Tognon M, Martini F, Torreggiani E, Rotondo JC. Probiotics Mechanism of Action on Immune Cells and Beneficial Effects on Human Health. Cells. 2023 Jan 2;12(1):184. doi: 10.3390/cells12010184. PMID: 36611977; PMCID: PMC9818925
  13. Maldonado Galdeano C, Cazorla SI, Lemme Dumit JM, Vélez E, Perdigón G. Beneficial Effects of Probiotic Consumption on the Immune System. Ann Nutr Metab. 2019;74(2):115-124. doi: 10.1159/000496426. Epub 2019 Jan 23. PMID: 30673668
  14. Dang AT, Marsland BJ. Microbes, metabolites, and the gut-lung axis. Mucosal Immunol. 2019 Jul;12(4):843-850. doi: 10.1038/s41385-019-0160-6. Epub 2019 Apr 11. PMID: 30976087
  15. Budden, K., Gellatly, S., Wood, D. et al. Emerging pathogenic links between microbiota and the gut–lung axis. Nat Rev Microbiol 15, 55–63 (2017)
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