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Fragilità: una nuova sfida per la sanità pubblica

Strategie e scenari per la prevenzione negli over 65

Negli ultimi anni, la fragilità è emersa come una delle sfide più urgenti e complesse per la sanità pubblica, in un contesto di rapido invecchiamento demografico. Si tratta di una sindrome clinica e funzionale, che riflette una progressiva perdita di riserva biologica e di resilienza fisica e psicosociale, con conseguente aumento del rischio di disabilità, cadute, ospedalizzazioni ricorrenti e mortalità.

Cos’è la fragilità?

La fragilità è una condizione caratterizzata da una ridotta capacità dell’organismo di rispondere in modo efficace a eventi stressanti — anche di modesta entità, come una semplice influenza, un cambiamento nell’alimentazione, una caduta o un ricovero ospedaliero. È spesso definita come uno stato intermedio tra l’invecchiamento in salute e la disabilità conclamata, e rappresenta un indicatore precoce di vulnerabilità.

Non si tratta solo di debolezza fisica, ma di una condizione multidimensionale, che coinvolge la sfera fisica, cognitiva, nutrizionale, sensoriale, emotiva e sociale. I segni clinici più comuni includono:

  • perdita di peso involontaria,
  • affaticamento cronico, 
  • riduzione della forza muscolare (sarcopenia),
  • rallentamento motorio,
  • calo della memoria e dell’attenzione,
  • isolamento sociale o depressione lieve.

La fragilità, se non riconosciuta e affrontata tempestivamente, può trasformarsi in una spirale negativa che porta alla perdita dell’autonomia, aggravando la cronicità e aumentando i costi assistenziali e sanitari.

Le cause: un’interazione tra corpo, mente e contesto

Le cause della fragilità sono numerose e spesso si influenzano reciprocamente. I principali fattori di rischio includono: l’invecchiamento fisiologico con perdita di massa muscolare e ossea; malattie croniche (cardiopatie, diabete, BPCO, insufficienza renale, osteoporosi); malnutrizione e carenza di macro e micro nutrienti quali aminoacidi, vitamine e sali minerali; declino cognitivo e disturbi dell’umore; isolamento sociale e riduzione della rete di supporto familiare e territoriale; scarsa attività fisica, che accelera il decadimento funzionale.

Come si può prevenire la fragilità?

Nonostante il suo impatto, la fragilità non è una condizione inevitabile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sottolineato che è possibile prevenirla o ritardarne l’insorgenza attraverso interventi precoci, personalizzati e integrati. Per questo la Fondazione Longevitas ha avviato un progetto ad alto impatto sociale di nome “frAgilità al Centro”, che prenderà il via il prossimo 17 maggio in Regione Lombardia, in sei Centri Anziani diurni situati nelle province di Monza, Como e Brescia.

L’iniziativa si prefigge l’obiettivo di prevenire e contrastare la fragilità negli over 65, promuovendo uno stile di vita attivo e favorendo una maggiore autonomia, anche in età avanzata. Durante l’evento, gli anziani potranno sottoporsi a screening gratuiti con valutazioni geriatriche multidimensionali condotte da medici specialisti, ricevendo consigli personalizzati su attività fisica, nutrizione, socializzazione, gestione farmacologica e prevenzione vaccinale.​

L’evento “frAgilità al Centro” è stato supportato dal contributo non condizionato di: Named Group, GSK, Abiogen Pharma.

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