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GLUTATIONE RIDOTTO, UN AIUTO CONCRETO PER UN INVECCHIAMENTO IN SALUTE

L’invecchiamento in salute (healthy aging) rappresenta una sfida cruciale per tutto il settore della prevenzione. La comunità scientifica in ambito medico si trova a strutturare interventi volti a contrastare la senescenza cellulare che può portare a patologie cronico-degenerative. A livello biologico, la ricerca identifica due motori fondamentali nel declino dell’organismo: lo stress ossidativo e l’infiammazione silente (silent inflammation). Questi pilastri costituiscono l’innesco comune di condizioni dismetaboliche e sistemiche.

Il Glutatione Ridotto (GSH), tripeptide formato da Glutammato, Cisteina (aminoacido limitante) e Glicina è un importante antiossidante endogeno, un tripeptide essenziale per preservare l’integrità cellulare e regolare il bilancio redox, la detossificazione e la risposta immunitaria. Tuttavia, la capacità biologica di produrre GSH endogeno declina con l’età. La deplezione di GSH è associata a perdita della funzione mitocondriale e si riscontra in fragilità, sarcopenia, disordini metabolici quali il diabete, e patologie cardiovascolari o cognitive. Una review pubblicata su Geriatrics Care del 2022 a firma A. Novelli e A. Bianchetti ha evidenziato come i livelli sierici di GSH siano inversamente correlati allo sviluppo di multimorbilità negli anziani, quali:

numerose malattie degenerative croniche, perdita di funzionalità legata all’invecchiamento; inoltre, un’alterazione del metabolismo del glutatione è stata implicata nelle malattie del sistema nervoso centrale, nella fragilità e nella sarcopenia, negli stati infettivi, nelle malattie epatiche croniche, nelle malattie metaboliche, nelle patologie polmonari e cardiovascolari, rendendo il ripristino di questo tripeptide un target primario per invecchiare in salute.

Il fegato, organo centrale per l’omeostasi del glutatione
Tra tutti i distretti corporei, il fegato è l’organo più affamato di GSH. Svolgendo funzioni chiave di purificazione e metabolismo, il fegato è il bersaglio primario di tossine ambientali, metalli pesanti, alcol e farmaci. Queste sostanze generano un accumulo di specie reattive dell’ossigeno (ROS) che compromettono la vitalità mitocondriale degli epatociti.

Il fegato produce e distribuisce circa l’80% del GSH dell’organismo. Pertanto, un’alterazione della sintesi di GSH epatico ha un impatto sistemico sull’equilibrio redox dell’organismo umano. Il GSH svolge un ruolo epatoprotettivo imprescindibile, neutralizzando direttamente i radicali liberi, riducendo i danni da perossidazione lipidica e ripristinando la corretta funzionalità epatica. Per esempio, grazie al glutammato, trasporta i gruppi amminici derivati dall’azoto e dall’ammoniaca dai tessuti periferici (per es. dal cervello) fino al fegato, dove viene trasformata in urea ed eliminata per via renale.

L’epidemia silenziosa: la MASLD anche in età pediatrica
La stretta correlazione tra stress ossidativo, diminuzione del GSH endogeno e fegato è evidente nella MASLD (Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease, ex NAFLD). Caratterizzata da steatosi epatica e almeno un fattore di rischio cardiometabolico (obesità, diabete tipo 2, ipertensione o dislipidemia), la MASLD è la manifestazione epatica della sindrome metabolica.

La prevalenza globale della MASLD è cresciuta del 50,4% negli ultimi decenni, colpendo un terzo degli adulti nel mondo e fino al 90% dei soggetti affetti da obesità o diabete. In Italia la prevalenza è al 25% nella popolazione generale, superando il 50% nei gruppi a rischio. Un quadro completo di questa emergenza nazionale è documentato nel “Libro bianco delle malattie epatiche” (dicembre 2024). Preoccupa in particolare l’età pediatrica: tra meno di vent’anni oltre il 30% dei bambini a livello globale soffrirà di steatosi epatica.

A livello patogenetico, se l’accumulo di lipidi è il primo stadio, lo stress ossidativo costituisce il “secondo attacco” (second hit). Questo stimolo avvia il danno cellulare e l’infiammazione (MASH), promuovendo la fibrosi, fino a cirrosi o carcinoma epatocellulare. Come descritto nella review pubblicata nel 2023 su Frontiers e a firma di A. Di Sabatino et al, la letteratura evidenzia come il GSH sia in grado di rallentare o bloccare la progressione del danno epatico. Studi clinici pilota confermano che la supplementazione di glutatione (300 mg/die) riduce significativamente gli indici di citolisi (ALT, AST e GGT), diminuisce i marcatori di stress ossidativo (come l’8-OHdG) e favorisce la riduzione del grasso epatocitario valutato mediante elastografia.

Superare i limiti di assorbimento: la tecnologia Oro-FS-Release™

Il razionale clinico per l’uso del GSH è noto dagli anni ’80, quando rappresentava per via infusiva un vero “salvavita” nelle intossicazioni da paracetamolo o alcol. Di contro, l’uso per via orale è sempre stato controverso poiché il tripeptide viene degradato a livello intestinale dall’enzima gamma-glutammiltransferasi (GGT). Perfino l’assunzione di dosi di 3 grammi di glutatione orale non modificato non produce un innalzamento ematico significativo.

La tecnologia farmaceutica ha risolto questo limite grazie alla somministrazione sublinguale/orobuccale. Questa consente l’assorbimento attraverso la mucosa orale, bypassando la degradazione gastrointestinale ed evitando il primo passaggio epatico.

Glutaredox® (integratore alimentare a base di GSH Setria, Vitamina C, Selenio e L-Cistina) si avvale della tecnologia brevettata Oro-FS-Release™ (Oro-Fast Slow Release), che massimizza l’assorbimento di glutatione ridotto (Glutatione Setria®). L’efficacia di questa formulazione è stata validata dal laboratorio di Farmacobiochimica dell’Università di Pavia (Buonocore et al., 2015):

  • In vitro: su epitelio orale umano ricostruito, il GSH ha dimostrato una penetrazione rapida, raggiungendo il 55% di assorbimento a soli 10 minuti e il 70% a 30 minuti, senza manifestare alcun effetto irritativo.
  • In vivo: su volontari sani, l’assunzione orosolubile di Glutaredox® ha indotto un innalzamento rapido e significativo (p = 0.014) dei livelli di GSH ematico a 30 e 60 minuti dall’assunzione rispetto al valore basale.

Questo approccio si è dimostrato superiore sia al GSH orale classico, sia alla N-acetilcisteina (NAC), superando in assorbimento le forme liposomiali.

La “Squadra” degli Antiossidanti: sinergia molecolare a protezione del fegato

Per contrastare efficacemente lo stress ossidativo è sicuramente importante servirsi di molecole tra loro diverse. Glutaredox® si distingue per una formulazione sinergica che affianca a 250 mg di Glutatione Setria® (materia prima purissima al 98-100% prodotta per fermentazione) una squadra di cofattori essenziali:

  1. L-Cistina (50 mg): amminoacido limitante essenziale; la sua disponibilità controlla la produzione de novo del GSH endogeno.
  2. Selenio (55 mcg in compresse; 27,5 mcg in stick): cofattore indispensabile per l’attivazione della Glutatione Perossidasi (GPx), deputata alla neutralizzazione dei perossidi.
  3. Vitamina C (40 mg): antiossidante diretto rigenerato dal glutatione, che ne prolunga l’azione protettiva riattivandolo dalla sua forma ossidata.

L’aspetto innovativo della tecnologia Oro-FS-Release™ risiede nel differenziare il rilascio di questi componenti: mentre il Glutatione subisce un rilascio rapido sublinguale, Vitamina C e Selenio sono incorporati in microgranuli gastroprotetti che garantiscono un rilascio lento enterico, bypassando l’ambiente gastrico per essere assimilati nell’intestino.

Conclusione

Per un invecchiamento quanto più possibile in salute, la salvaguardia della funzionalità epatica e il contrasto all’aging cellulare rappresentano obiettivi prioritari. Glutaredox® costituisce uno strumento innovativo e clinicamente validato per supportare l’omeostasi del GSH, combinando il valore della materia prima Setria® con una tecnologia brevettata di rilascio sublinguale e enterica che ne garantisce la massima efficacia e assorbimento.


Bibliografia

-Buonocore D, Grosini M, Giardina S, et al. Bioavailability Study of an Innovative Orobuccal Formulation of Glutathione. F.Oxid Med Cell Longev. 2016;2016:3286365.
-Libro Bianco: LE MALATTIE EPATICHE. Definizione di ambiti e interventi per un approccio integrato. Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), 2024
-Novelli A, Bianchetti A. Glutathione: pharmacological aspects and implications for clinical use. Geriatric Care. 2022;volume8:10390
-Santacroce G, Gentile A, Soriano S, Novelli A, Lenti MV and Di Sabatino A (2023) Glutathione:
-Pharmacological aspects and implications for clinical use in non-alcoholic fatty liver disease.
Front. Med. 10:1124275.

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