Invecchiamento: “geroprotettori” contro stress ossidativo e inflammaging
In collaborazione con Nutrienti e Supplementi
Le teorie cellulari dell’invecchiamento suggeriscono che lo stato macroscopico di salute riflette ciò che accade a livello microscopico nelle singole cellule. Al centro del deterioramento cellulare si trova lo stress ossidativo, alimentato dalle specie chimiche altamente reattive quali i radicali liberi. Questi ossidanti sono prodotti normalmente durante la respirazione cellulare, in particolare dai mitocondri e, a causa del loro elettrone instabile, reagiscono indiscriminatamente con le macromolecole biologiche.
Quando la quantità di radicali liberi supera la capacità della cellula di contrastarli, si determina una condizione di stress ossidativo, che può danneggiare permanentemente le membrane cellulari, indurre mutazioni nel DNA e alterare le proteine fondamentali per il corretto funzionamento cellulare.
Ecco così che l’accumulo di danni derivanti dai radicali liberi dell’ossigeno rappresenta una delle cause fondamentali dell’invecchiamento.
Telomeri e inflammaging
Lo stress ossidativo e l’infiammazione sono, dunque, intimamente legati al destino delle nostre cellule, influenzando strutture cruciali del DNA note come telomeri. I telomeri sono delle sorti di cappucci protettivi posti alle estremità dei cromosomi, il cui scopo è salvaguardare il patrimonio genetico dall’usura causata dalla replicazione cellulare. Man mano che le cellule si replicano, i telomeri si accorciano. L’infiammazione cronica di basso grado e i radicali liberi attaccano specificamente i telomeri, accelerandone l’accorciamento e di conseguenza, l’invecchiamento precoce.
Questa infiammazione cronica è parte del fenomeno noto come inflammaging. Le cellule che entrano in senescenza in risposta all’accorciamento dei telomeri o al danno esteso al genoma, producono sostanze pro-infiammatorie. Questo ambiente infiammatorio attira le cellule del sistema immunitario, accelerando i processi patologici e contribuendo all’invecchiamento di tutto l’organismo. L’interleuchina-6, per esempio, è riconosciuta come un marker di invecchiamento precoce.
Strategie nutraceutiche e antiossidanti
Data la centralità dello stress ossidativo e dell’infiammazione nel processo di immunosenescenza, la ricerca va concentrandosi su strategie in grado di modulare questi processi, agendo su infiammazione e accorciamento telomerico.
L’integrazione con estratti di papaya fermentata (FPP®) offre un contributo significativo nel campo della nutraceutica, grazie alla sua azione immunomodulante, antinfiammatoria e antiossidante. Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, di 2 anni (J. Biol. Regul. Homeost. Agents. 2022; 36(5): 1311–1319) ne ha dimostrato la capacità di rallentare l’accorciamento dei telomeri e potenziare l’attività telomerasica. L’integrazione è associata a una diminuzione dei radicali liberi e a un aumento dei livelli di antiossidanti. Inoltre, piccoli studi su pazienti con malattia di Parkinson (stadi 1-2 di Hoehn-Yahr) e decadimento cognitivo hanno mostrato come l’integrazione sia in grado di migliorare le funzioni cognitive complessive, rafforza la barriera antiossidante e diminuisce il danno ossidativo sul DNA e sulle proteine. Nei pazienti con Parkinson sono stati osservati anche benefici motori e sulla qualità di vita, mantenendo stabile il livello dei radicali liberi.
Sempre in ambito nutraceutico, utile anche il ricorso a integratori contenenti bromelina, papaina, mirra e curcuma, in grado di modulare le citochine infiammatorie e, di conseguenza, supportare l’organismo nel corso dei processi infiammatori.
Un bersaglio terapeutico chiave, poi, è il Glutatione (GSH), considerato il più importante tampone redox cellulare e il principale difensore contro lo stress ossidativo. Il GSH è fondamentale nella regolazione dell’equilibrio redox e del sistema immunitario. Il GSH, tradizionalmente utilizzato in formulazione endovenosa a livello ospedaliero, può essere somministrato a domicilio per uso orale. Lo scarso assorbimento del GSH ridotto in forma orale viene risolto grazie al ricorso alla tecnica farmaceutica di rilascio Oro-FS-Release, che consente l’assorbimento di GSH direttamente attraverso la mucosa oro-buccale, evitando il metabolismo di primo passaggio epatico e l’eliminazione pre-sistemica nel tratto gastrointestinale.
Quello che emerge, dunque, è che gli antiossidanti funzionano in maniera sinergica, grazie a diversi meccanismi d’azione complementari in grado di proteggere le cellule dai processi di immunosenescenza.