Eubiosi, benessere intestinale e salute sistemica: implicazioni di una strategia simbiotica.
Nel corso degli ultimi anni si è affermata la visione dell’uomo come un “super-organismo” in cui l’ospite e il suo microbiota cooperano stabilmente, integrando funzioni metaboliche, immunitarie e strutturali essenziali al mantenimento dell’omeostasi.
Questa prospettiva, radicata nella biologia dei sistemi complessi, ha mostrato come il microbiota intestinale—il più rappresentato tra i microbioti umani—moduli la digestione dei nutrienti e la produzione di metaboliti bioattivi, tuteli l’integrità della barriera mucosale e sostenga la comunicazione lungo gli assi intestino cervello, intestino- cuore e intestino-fegato (1- 3). In tale contesto, una configurazione eubiotica, caratterizzata da adeguata ricchezza e diversità microbica, si associa a resilienza funzionale e migliore stato di salute, mentre la disbiosi correla a disturbi gastrointestinali funzionali, infiammazione a basso grado e fenotipi metabolici sfavorevoli (4,5).
Ruolo della barriera intestinale
Il mantenimento dell’eubiosi si intreccia intimamente con la fisiologia della barriera intestinale: l’ecosistema epitelio-muco-tight junctions (giunzioni serrate), regolato dall’immunità mucosale, beneficia della produzione di acidi grassi a corta catena (SCFA, short-chain fatty acids) come acetato, propionato e butirrato, che esercitano effetti trofici sull’epitelio, modulano la permeabilità e attenuano la risposta infiammatoria (6). Al contrario, specifiche firme tassonomiche e metaboliche—incluse alterazioni in lipopolisaccaridi (LPS) e idrogeno solforat —possono compromettere l’integrità di barriera e attivare circuiti patogenetici lungo gli assi intestino-organo (7,8). È noto, inoltre, che una maggiore biodiversità microbica si associa a profili cardiometabolici più favorevoli: coorti indipendenti hanno mostrato una correlazione tra ricchezza batterica e marcatori metabolici, con trigliceridi più bassi e colesterolo delle lipoproteine ad alta densità (HDL-C, high-density lipoprotein cholesterol) relativamente più alto nei profili ad alta diversità (9 -11).
La irritable bowel syndrome (IBS)
All’interno di questo quadro fisiopatologico, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS, irritable bowel syndrome) rappresenta un disturbo dell’interazione intestino cervello ad alta prevalenza—stimata fino al 10–12% in Europa—con una patogenesi multifattoriale che include alterazioni della motilità, ipersensibilità viscerale, attivazione immunitaria a basso grado e disbiosi (12-14). Nei pazienti con IBS, la riduzione di Lactobacilli e Bifidobatteri e l’aumento di produttori di metano (per esempio Methanobrevibacter smithii) si associano a rallentamento del transito, dolore e incremento della permeabilità, con risvolti infiammatori locali e sistemici (15,16). Le abitudini alimentari svolgono un ruolo cruciale: un eccesso di carboidrati fermentabili e di grassi può aggravare i sintomi tramite distensione osmotica e sovrapproduzione di gas, rendendo ragione dell’efficacia, in sottogruppi selezionati, di percorsi dietetici come l’approccio low-FODMAP (oligo-, di-, mono-saccaridi e polioli fermentabili) e, più in generale, della modulazione del microbiota con prebiotici, probiotici e simbiotici (17-20).
Il valore di una strategia simbiotica
In questa prospettiva si inserisce il razionale di una strategia simbiotica multi-target, come la
combinazione di una componente prebiotica—gluco oligosaccaridi (Bioecolians), frutto- oligosaccaridi (FOS) a corta catena, maltodestrine selezionate—con acido ialuronico ed estratto mineralizzato di Lithothamnion calcareum, e una componente probiotica multiceppo di 100 miliardi di fermenti lattici (Bifidobacterium animalis ssp. lactis BLC1, Lactobacillus acidophilus LA3, Lactobacillus rhamnosus IMC 501, Lactobacillus paracasei, Streptococcus thermophilus IMC102). L’acido ialuronico, grazie alle sue proprietà mucoadesive e filmanti, favorisce l’adesione e la sopravvivenza dei lattobacilli, supporta la riparazione mucosale e contribuisce alla regolazione della permeabilità e della risposta innata (21). Lithothamnion, ricco di calcio e oligoelementi, agisce da “carrier” protettivo in ambiente gastrico e può sostenere la funzione enzimatica digestiva, con un potenziale contributo prebiotico verso Lactobacillus spp. (22,23). I ceppi probiotici selezionati sono stati associati in letteratura al rafforzamento dell’epitelio, a un’azione antinfiammatoria, alla modulazione della nocicezione viscerale (anche tramite recettori oppioidi/cannabinoidi epiteliali) e al miglioramento della motilità e dei profili fermentativi (24-27).
Che cosa dicono le evidenze cliniche
Le evidenze cliniche disponibili per questa combinazione mostrano una coerenza tra beneficio sintomatologico e segnale metagenomico. In una coorte retrospettiva di 535 pazienti con IBS trattati per 30 giorni (1 bustina/die), si è documentata una riduzione statisticamente significativa di gonfiore, dolore addominale, flatulenza e tenesmo; nei soggetti con urgenza evacuativa, l’intensità è diminuita significativamente pur in assenza di differenze nella frequenza degli episodi. La percezione del benessere è migliorata tanto nell’autovalutazione quanto nella valutazione medica (28). Sul piano metabolico, a 30 giorni si è osservato un trend favorevole su colesterolo totale e colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL-C, low-density lipoprotein cholesterol) non significativo, mentre la trigliceridemia media è calata da 136 a 129 mg/dL (p=0,078). Particolarmente interessante è il sottogruppo con trigliceridi (TG) basali ≥150 mg/dL, in cui la riduzione media è stata di circa 20 mg/dL, con significatività statistica (p<0,0001), oltre a una lieve ma significativa riduzione della glicemia in range di normalità (Santonicola et al. 2023). Pur con i limiti intrinseci del disegno osservazionale e dell’assenza di un gruppo di controllo, questi risultati si collocano all’interno di un filone di evidenze che collega una maggiore diversità microbica a profili lipidici più favorevoli (9,10).
Le analisi metagenomiche
La convergenza tra clinica e biologia emerge con maggiore nitidezza nell’analisi metagenomica basata sul sequenziamento della regione 16S rRNA condotta su 46 soggetti con campioni fecali pre/post fino a 90 giorni di trattamento: il numero di specie osservate e la diversità filogenetica sono aumentati, l’indice di biodiversità è migliorato e l’indice di disbiosi si è ridotto da “alto” a “lieve”, mentre i rapporti Firmicutes/Bacteroidetes e Prevotella/Bacteroides sono rimasti in range senza spostamenti sfavorevoli (29). Parallelamente, indici funzionali derivati dai profili tassonomici e metabolici hanno suggerito un potenziamento delle capacità immuno-antinfiammatorie, della omeostasi mucosale, glicemica e lipidica. Di rilievo il comportamento dell’indolo-3-propionico (IPA, indole-3-propionic acid), metabolita microbico con proprietà antiossidanti, trofiche e immunomodulanti, che si è normalizzato verso valori ottimali, in linea con dati sperimentali che ne documentano il ruolo nella protezione mucosale, nella riduzione dello stress ossidativo e nella modulazione citochinica (30-32). La stima del contributo microbico agli assi intestino-cervello, intestino-cardiovascolare e intestino-fegato ha mostrato un andamento favorevole, coerente con i benefici clinici e con i segnali metabolici su trigliceridi; inoltre, in un gruppo di 171 soggetti rivalutati clinicamente a 90 giorni, una quota significativa ha mantenuto o ulteriormente migliorato i principali sintomi dell’IBS—con particolare evidenza per il gonfiore—e la diversità alfa (alpha- diversity) è rimasta superiore al basale (29).
Come leggere i dati
L’interpretazione integrata di questi dati suggerisce che una strategia simbiotica multi-bersaglio possa favorire una transizione verso la eubiosi, incidendo sulla funzione di barriera, sull’infiammazione e sulla nocicezione viscerale. I probiotici lattici e i prebiotici fermentabili promuovono la produzione di acidi grassi a corta catena e il cross-feeding microbico; l’acido ialuronico sostiene l’adesione e la protezione del muco, mentre il Lithothamnion può fungere da scudo gastrico e modulatore funzionale. Il miglioramento dei profili funzionali immuno-metabolici e la normalizzazione dell’indolo-3-propionico offrono un’ulteriore chiave biologica per comprendere la riduzione dei sintomi e, in sottogruppi, il calo della trigliceridemia, fenomeno plausibile alla luce del nesso tra bassa diversità, trigliceridi più alti e HDL-C più basse (9,11,33).
L’importanza di un percorso integrato
Per lo specialista in nutrizione, questi elementi suggeriscono un percorso integrato in cui l’educazione alimentare e la personalizzazione dietetica (gestione dei grassi, titolazione delle fibre, timing dei pasti, idratazione e igiene del sonno/stress) si combinano con la modulazione simbiotica quando i sintomi cardine gonfiore, dolore, flatulenza, tenesmo e urgenza permangono rilevanti. Un orizzonte di 4–12 settimane appare ragionevole per valutare la risposta clinica mediante scale standardizzate come l’IBS-SSS (Irritable Bowel Syndrome Severity Scoring System) e scale analogiche visive per i sintomi, oltre ai segnali metabolici (trigliceridi, glicemia), con rivalutazione a 90 giorni. Laddove disponibile, l’impiego di marker fecali/metabolomici può affinare la stratificazione dei “responder”, ad esempio soggetti con ipertrigliceridemia al basale o con pattern dietetici ad alta fermentescibilità. Resta, tuttavia, la necessità di studi prospettici randomizzati multicentrici che definiscano causalità, durate e dosi ottimali, predittori di risposta (inclusi indici
tassonomici come il rapporto Prevotella/Bacteroides, profili alimentari e metaboliti chiave) e l’apporto relativo dei singoli componenti (prebiotici, specifici ceppi, acido ialuronico, Lithothamnion).
Conclusioni
La composizione eubiotica del microbiota intestinale è un determinante chiave del benessere locale e sistemico. Nella sindrome dell’intestino irritabile, l’impiego di una strategia simbiotica multi- target, integrata in un percorso nutrizionale personalizzato, si associa a una rapida attenuazione dei sintomi cardine, a segnali coerenti di ristrutturazione ecosistemica (aumento di biodiversità, riduzione di disbiosi) e a miglioramenti funzionali immuno-metabolici, con un segnale specifico sulla trigliceridemia nei soggetti con valori elevati al basale.
Bibliografia
1 Ma’ayan A. Complex systems biology. J R Soc Interface 2017;14:20170391.
2 Hou K, Wu Z-X, Chen X-Y, et al. Microbiota in health and diseases. Signal Transduct Target Ther 2022;7.
3 Perler BK, Friedman ES, Wu GD. The Role of the Gut Microbiota in the Relationship Between Diet and Human Health. Annu Rev Physiol 2023;85:449-468.
4 Mandarino FV, Sinagra E, Raimondo D, Danese S. The Role of Microbiota in Upper and Lower Gastrointestinal Functional Disorders. Microorganisms 2023;11:980.
5 Mostafavi Abdolmaleky H, Zhou J-R. Gut Microbiota Dysbiosis, Oxidative Stress, Inflammation, and Epigenetic Alterations in Metabolic Diseases. Antioxidants 2024;13:985.
6 Łoniewska B, Fraszczyk-Tousty M, Tousty P, et al. Analysis of Fecal Short-Chain Fatty Acids (SCFAs) in Healthy Children during the First Two Years of Life. Nutrients 2023;15:367.
7 Mohr AE, Crawford Ms, Jasbi P, Fessler S, Sweazea KL. Lipopolysaccharide and the gut microbiota: considering structural variation. FEBS Lett 2022;596:849-875.
8 Campbell A, Gdanetz K, Schmidt AW, et al. H2 generated by fermentation in the human gut microbiome influences metabolism and competitive fitness of gut butyrate producers. Microbiome 2023;11.
9 Fu J, Bonder MJ, Cenit MC, et al. The Gut Microbiome Contributes to a Substantial Proportion of the Variation in Blood Lipids. Circ Res 2015;117:817-824.
10 Le Chatelier E, Nielsen T, Qin J, et al. Richness of human gut microbiome correlates with metabolic markers. Nature 2013;500:541-546.
11 Le Roy T, Lecuyer E, Chassaing B, et al. The intestinal microbiota regulates host cholesterol homeostasis. BMC Biol 2019;17:94.
12 Camilleri M. Diagnosis and Treatment of Irritable Bowel Syndrome: A Review. JAMA 2021;325:865-877.
13 Holtmann GJ, Ford AC, Talley NJ. Pathophysiology of irritable bowel syndrome. Lancet Gastroenterol Hepatol 2016;1:133-146.
14 Ford AC, Sperber AD, Corsetti M, Camilleri M. Irritable bowel syndrome. Lancet 2020;396:1675-1688.
15 Takakura W, Pimentel M. Small Intestinal Bacterial Overgrowth and IBS—An Update. Front Psychiatry 2020;11:664.
16 Canakis A, Haroon M, Weber HC. Irritable bowel syndrome and gut microbiota. Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes 2020;27:28-35.
17 Gibson PR, Shepherd SJ. Evidence-based dietary management of functional gastrointestinal symptoms: The FODMAP approach. J Gastroenterol Hepatol 2010;25:252-258.
18 Ong DK, Mitchell SB, Barrett JS, et al. Manipulation of dietary short chain carbohydrates alters gas production and symptoms in IBS. J Gastroenterol Hepatol 2010;25:1366-1373.
19 Ford AC, Harris LA, Lacy BE, et al. Systematic review with meta-analysis: the efficacy of prebiotics, probiotics, synbiotics and antibiotics in irritable bowel syndrome. Aliment Pharmacol Ther 2018;48:1044-1060.
20 Rau S, Gregg A, Yaceczko S, Limketkai B. Prebiotics and Probiotics for Gastrointestinal Disorders. Nutrients 2024;16:778.
21 Kim Y, de la Motte CA. The Role of Hyaluronan Treatment in Intestinal Innate Host Defense. Front Immunol 2020;11:569.
22 Aslam MN, Kreider JM, Paruchuri T, et al. A mineral rich extract from the red marine algae Lithothamnion calcareum preserves bone structure and function in female mice on a Western-style diet. Calcif Tissue Int 2010;86:313-324.
23 Frazzini S, Torresani MC, Hejna M, et al. Ascophillum nodosum and Lithothamnium calcareum and their prebiotic potential on Lactobacillus strains. J Funct Foods 2024;118:106257.
24 Rousseaux C, Thuru X, Gelot A, et al. Lactobacillus acidophilus modulates intestinal pain and induces opioid and cannabinoid receptors. Nat Med 2007;13:35-37.
25 Lewis ED, Antony JM, Crowley DC, et al. Efficacy of Lactobacillus paracasei HA-196 and Bifidobacterium longum R0175 in Alleviating Symptoms of Irritable Bowel Syndrome: A Randomized, Placebo-Controlled Study. Nutrients 2020;12.
26 Martoni CJ, Srivastava S, Leyer GJ. Lactobacillus acidophilus DDS-1 and Bifidobacterium lactis UABla-12 Improve Abdominal Pain in IBS: Randomized Controlled Trial. Nutrients 2020;12.
27 Chlebicz-Wojcik A, Slizewska K. Probiotics, Prebiotics, and Synbiotics in the Irritable Bowel Syndrome Treatment: A Review. Biomolecules 2021;11.
28 Santonicola A, Molinari R, Piccinocchi G, et al. Role of a novel nutraceutical composition for IBS management: symptoms relief and unexpected triglycerides-lowering effect. FFHD 2023;13(2):82-96.
29 Natale F, Fusco C, Limatola M, et al. Gut Microbiome modulation in patients treated with an enriched nutraceutical composition: A multi target strategy. FFHD 2024;14(12):883-897.
30 Jiang H, Chen C, Gao J. Extensive Summary of the Important Roles of Indole Propionic Acid, a Gut Microbial Metabolite in Host Health and Disease. Nutrients 2022;15:151.
31 Konopelski P, Mogilnicka I. Biological Effects of Indole-3-Propionic Acid, a Gut Microbiota-Derived Metabolite, and Its Precursor Tryptophan in Mammals’ Health and Disease. Int J Mol Sci 2022;23:1222.
32 Zhao Z-H, Xin F-Z, Xue Y, et al. Indole-3-propionic acid inhibits gut dysbiosis and endotoxin leakage to attenuate steatohepatitis in rats. Exp Mol Med 2019;51:1-14
33 Deng C, Pan J, Zhu H, Chen Z-Y. Effect of Gut Microbiota on Blood Cholesterol: A Review on Mechanisms. Foods 2023;12:4308.