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Acido ialuronico: una molecola chiave per la salute dei tessuti

L’acido ialuronico (HA, hyaluronic acid) è una molecola naturalmente presente nel corpo umano, dove gioca un ruolo centrale nel mantenimento dell’integrità e dell’idratazione dei tessuti.

Appartiene alla famiglia dei glicosaminoglicani non solfati ed è uno dei principali componenti della matrice extracellulare, in particolare nel derma, nelle articolazioni, negli epiteli respiratori e nelle mucose gastrointestinali e genitali [1,2]. 
La sua scoperta risale agli anni ’30, ma solo negli ultimi decenni la ricerca ha pienamente chiarito il suo ruolo come molecola segnale, oltre che come semplice supporto strutturale. Oggi l’acido ialuronico è al centro di un rinnovato interesse clinico per le sue funzioni idratanti, protettive e bioregolatorie [3].

Struttura e proprietà molecolari
Dal punto di vista chimico, l’acido ialuronico è un polimero lineare costituito da unità ripetute di acido D-glucuronico e N-acetil-D-glucosamina, legate tra loro da ponti β-1,3 e β-1,4 glicosidici [4]. 
Questa configurazione conferisce alla molecola una marcata capacità di trattenere acqua — fino a 1000 volte il proprio peso — e di generare una matrice viscoelastica con proprietà sia idratanti sia protettive. 
Il carattere polianionico consente inoltre all’HA di interagire con numerose proteine e recettori cellulari, modulando processi quali la migrazione cellulare, la sintesi di collagene e la risposta infiammatoria [5,6].

Alto e basso peso molecolare: due volti della stessa molecola
L’acido ialuronico non è un’unica entità: le sue funzioni cambiano in base al peso molecolare.  L’HA ad alto peso molecolare (HMW-HA), superiore a 1.500 kDa, svolge prevalentemente un ruolo protettivo ed idratante grazie alla sua capacità di formare un film viscoelastico che agisce da barriera fisica[7]. 
L’HA a basso peso molecolare (LMW-HA), invece, con peso inferiore a 500 kDa, penetra nei tessuti e interagisce con recettori come CD44 e RHAMM, attivando vie di segnalazione coinvolte nella riparazione, angiogenesi e rigenerazione cellulare [8,9].
Approfondiamo gli ambiti clinici dell’impiego di acido ialuronico e le sue funzioni nel corpo umano.

Apparato respiratorio: barriera e protezione delle vie aeree
Nel tratto respiratorio, l’acido ialuronico contribuisce al mantenimento dell’integrità mucosale e alla riduzione della viscosità delle secrezioni. Nebulizzato o inalato, l’acido ialuronico ad elevato peso molecolare, grazie alla sua azione idratante, migliora la clearance mucociliare e protegge la mucosa da irritanti ambientali o da procedure invasive come la ventilazione meccanica. Studi clinici indicano una diminuzione dei marker infiammatori (IL 8, TNF-α) e un miglioramento della funzione respiratoria in pazienti con BPCO e bronchiti croniche [10–12].

Apparato gastroenterico: un film protettivo per la barriera intestinale
L’HA svolge un’importante funzione di barriera bioadesiva sulle mucose gastrointestinali, facilitando la riparazione epiteliale in condizioni infiammatorie o erosive. È spesso impiegato in combinazione con alginati e carbonati nelle formulazioni per il reflusso gastroesofageo e le gastropatie erosive, con significativi benefici nella riduzione del bruciore e della sintomatologia irritativa [13–15].

Benessere cutaneo: rigenerazione e idratazione profonda
In dermatologia e medicina estetica, l’acido ialuronico   l’idratazione e la plasticità del derma e presenta proprietà riparative. L’acido ialuronico ad alto peso molecolare promuove l’idratazione cutanea formando un film protettivo che previene la perdita di acqua transepidermica (TEWL). Questa rete viscoelastica, che lega le molecole d’acqua, fornisce al contempo stabilità
strutturale alla matrice extracellulare (ECM) ed esercita proprietà antinfiammatorie tramite inibizione del rilascio di citochine infiammatorie dalla via CD44-mediata [16 18]. 
L’integrazione orale di HA biodisponibile ha mostrato risultati positivi nel miglioramento dell’elasticità cutanea e nella riduzione della secchezza legata all’età o a condizioni nutrizionali carenti [19,20].

Apparato ginecologico: sostegno all’ecosistema mucosale
Le mucose vaginali e cervicali sono ricche di acido ialuronico, essenziale per mantenere l’idratazione e l’elasticità. L’acido ialuronico ad alto peso molecolare riveste un ruolo centrale nel mantenimento della funzionalità della mucosa. La sua capacità di trattenere acqua e di formare un film protettivo lo rende particolarmente efficace nel trattamento della secchezza vaginale e delle condizioni caratterizzate da alterazione della barriera mucosale, come l’atrofia vulvovaginale. Tale proprietà contribuisce alla riduzione di secchezza, dispareunia e prurito, come confermato da studi clinici che ne attestano l’efficacia come trattamento non ormonale per il discomfort vulvovaginale, in particolare nelle donne in postmenopausa. [21]

L’acido ialuronico come alleato nutraceutico
Le moderne forme bioattive orali di acido ialuronico presentano buona biodisponibilità e tollerabilità [22]. Studi emergenti indicano un potenziale ruolo nel supporto dei tessuti connettivi e mucosali, in sinergia con collagene, polifenoli e vitamine antiossidanti [23–25]. La ricerca scientifica di Named e Farma-Derma, aziende che fanno parte di Named Group, ha messo a punto una serie di prodotti che utilizzano al meglio le proprietà dell’acido ialuronico in diversi contesti. Triobiotix 360 è un integratore alimentare a base di probiotici e prebiotico che favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale. La formulazione è arricchita con acido ialuronico ed estratto di alga marina Lithothamnion Calcareum, fonte di calcio, per contribuire alla normale funzione degli enzimi digestivi.  La composizione di Refalgin gel che associa l’alginato all’acido ialuronico ad elevato peso molecolare rende questo prodotto un prezioso alleato nel trattamento del reflusso gastroesofageo al fine di ridurre i sintomi ad esso correlati quali: esofagite da reflusso, rigurgito acido, bruciore di stomaco, pirosi gastrica in gravidanza, cattiva digestione associata ad un reflusso dei contenuti gastrici, tosse e flogosi rinofaringee. 

Ialoclean è un dispositivo medico che nelle sue diverse formulazioni è indicato come trattamento coadiuvante delle affezioni delle vie respiratorie dovute a oro-faringiti sia in fase acuta che cronica, sindromi influenzali o da raffreddamento, reflusso gastrico. In ambito dermatologico, Cicatridina, dispositivo medico, favorisce il ripristino delle fisiologiche condizioni della cute ed è indicato come trattamento coadiuvante dei processi riparativi delle ferite superficiali e profonde (abrasioni, lacerazioni, ustioni di I e II grado, ferite chirurgiche, piaghe da decubito ed ulcere).

Conclusioni
L’acido ialuronico rappresenta oggi una molecola-ponte tra scienza dei materiali biologici e biologia della salute. Le sue funzioni spaziano dall’idratazione cutanea alla protezione delle mucose, fino alla modulazione dei processi rigenerativi. L’acido ialuronico non è, quindi, solo una sostanza “cosmetica”, ma una molecola fisiologica chiave nel dialogo tra ambiente extracellulare, cellule e omeostasi sistemica.


Bibliografia

  1. Fraser JR, Laurent TC, Laurent UB. Hyaluronan: its nature, distribution, functions and turnover. J Intern Med. 1997;242(1):27–33. 

  2. Cowman MK, Schmidt TA, Raghavan P, Stecco A. Viscoelastic properties of hyaluronan in biological systems. Carbohydr Polym. 2015;122:38–43. 

  3. Stern R, et al. Hyaluronan in physiology and pathophysiology. J Biol Chem. 2006;281(9):5773–7. 

  4. Necas J, Bartosikova L, Brauner P, Kolar J. Hyaluronic acid (hyaluronan): a review. Vet Med (Praha). 2008;53(8):397–411. 

  5. Vigetti D, Passi A. Hyaluronan synthases and hyaluronan metabolism in human diseases. Int J Cell Biol. 2014;2014:1–7. 

  6. Cyphert JM, Trempus CS, Garantziotis S. Size matters: molecular weight specificity of hyaluronan effects in cell biology. Int J Cell Biol. 2015;2015:563818. 

  7. Laurent TC, Fraser JR. The properties and turnover of hyaluronan. Ciba Found Symp. 1989;143:9–29. 

  8. Jiang D, Liang J, Noble PW. Hyaluronan as an immune regulator in human diseases. Physiol Rev. 2011;91(1):221–64. 

  9. Misra S, et al. Hyaluronan-CD44 interactions as potential targets for cancer therapy. FEBS J. 2011;278(9):1429–43. 

  10. Cantarella G, et al. Hyaluronan as supplementary treatment in chronic obstructive pulmonary disease: a prospective study. Respir Med. 2017;132:178–83. 

  11. Carini F, et al. Hyaluronic acid nebulization reduces airway inflammation in COPD. Multidiscip Respir Med. 2019;14:20. 

  12. Papakonstantinou E, et al. The role of hyaluronic acid in the pathophysiology of chronic airway diseases. Respir Res. 2020;21(1):307. 

  13. Palmieri B, et al. Hyaluronic acid and chondroitin sulfate in gastroesophageal reflux: a randomized clinical trial. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2013;17(23):3272–8. 

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  15. Di Simone MP, et al. Hyaluronic acid as mucoadhesive agent in gastroenterology: review. Nutrients. 2021;13(12):4366. 

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  17. Chylinska, N.; Maciejczyk, M. Hyaluronic Acid and Skin: Its Role in Aging and Wound-Healing Processes. Gels 2025;11:281. 

  18. Karabat MU, Tuncer MC. Effects of hyaluronic acid on skin at the cellular level: a systematic review. Rev Assoc Med Bras (1992). 2025 Sep 19;71(8):e20250208.

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  20. Kawada C, et al. Ingested hyaluronan improves skin condition: a randomized, double-blind study. Clin Cosmet Investig Dermatol. 2014;7:267–73. 

  21. Grimaldi EF, Restaino S, Inglese S, et al. Role of high molecular weight hyaluronic acid in postmenopausal vaginal discomfort. Minerva Ginecol. 2012 Aug;64(4):321-9.

  22. Kawada C, et al. Metabolic fate of oral hyaluronan and its effects on skin and joints. Nutrients. 2021;13(12):4369. 

  23. Kimura M, et al. Hyaluronan and collagen peptide supplementation improves dermal matrix and barrier functions. J Funct Foods. 2020;65:103739. 

  24. Calabrese G, et al. Oral hyaluronic acid in nutraceutical applications: mechanistic and clinical overview. Int J Mol Sci. 2022;23(1):379. 

  25. Passi A, Vigetti D. Nutritional modulation of hyaluronan metabolism and its clinical significance. Nutrients. 2020;12(9):2769.

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